"il mio sogno" di Cecilia Pecoraro

Il mio sogno (20 novembre 2013)

Ho letto “Il sogno” di Mirco,

http://www.galileilivorno.gov.it/index.php?option=com_content&view=article&id=386&catid=16 fantastico, alla fine mi sono commossa, perché il finale è esattamente quello che accadrà anche a me. Leggendolo ho pensato già a quanto sarà triste dover finire questa avventura. Sono sicura che mi affezionerò così tanto a tutti che perdere questa quotidianità non sarà facile per me. A differenza di Mirco a me la scuola è sempre piaciuta, è anche per questo che ci sono tornata trent’anni dopo. Questo tipo di scuola non può non piacere. Alcuni “attori” (Marcello, Monica e Federica) sono ancora lì e non sono cambiati per fortuna (qualcuno ha solo cambiato mezzo di locomozione, sempre rosso però), gli altri nuovi li giudicheremo con il tempo, ma come si dice “Il buongiorno si vede dal mattino”… Sarà soprattutto merito loro se la maggior parte di noi arriverà al diploma. Dipenderà molto da come si porranno nei nostri confronti e da quanto sapranno farci piacere le loro materie, non c’è niente di meglio di un insegnante che insegna la propria materia con passione ed entusiasmo. È contagioso. Un paio di professoresse sono addirittura più giovani di me e di altri; ci diamo del tu con quasi tutti gli insegnanti ed ogni tanto ci sfottiamo come se fossimo a spasso sul mare, il serale è anche questo. Alla mia età il timore reverenziale nei confronti dei professori per fortuna non esiste più, ed avere un rapporto quasi alla pari è un valore aggiunto. Gli attori nuovi siamo noi compagni di classe, da 17 a 50 anni! Solo qui può accadere, ed è una fortuna, perché stare con ragazzi così giovani e pieni di entusiasmo è stimolante, è vero anche che ci sono delle sere in cui ne butterei qualcuno dalla finestra (tanto siamo al pianoterra), però gnuno di loro è unico e speciale. Qualcuno si è confidato con me, mi ha fatto molto piacere perché è una dimostrazione di stima e fiducia. Qualcun altro appena prende un bel voto me lo viene a dire subito. Col tempo diventeremo anche amici. Alcuni ragazzi e ragazze sono poco più grandi di mio figlio, qualche volta mi viene voglia di fare la mamma anche lì, poi mi trattengo non è il caso! Ci sono dei momenti in cui mi sento fuori posto (tipo quando le custodi mi chiamano professoressa), mi domando che ci sto a fare, se non sto perdendo tempo, forse dovrei fare qualcosa di più concreto. Ma, nonostante qualche dubbio, lì ci sto talmente bene che, anche se questo diploma per me al lato pratico è inutile, non ho nessuna intenzione di smettere. Ho finalmente la possibilità di scegliere quello che voglio fare, ed in questo momento il serale è quello che voglio. È qualcosa che faccio da me e per me. Chissà quante cose accadranno nei prossimi tre anni, ci saranno sicuramente momenti belli e meno belli, e quanti di noi riusciranno ad arrivare alla meta, mi auguro tutti ovviamente, ma non mi faccio illusioni, sarà purtroppo inevitabile perdere qualche compagno lungo la strada, non è un percorso facile, alcuni hanno già mollato, altri li vedo in difficoltà, molleranno anche loro, vorrei poter fare qualcosa ma non sempre è possibile. Spero solo che ognuno di loro trovi quelle motivazioni forti che gli permetteranno di tenere duro, di sopportare i sacrifici, di “gettare il cuore oltre l’ostacolo”, per alcuni di loro sarà l’unica o l’ultima occasione di completare gli studi. Migliorarsi culturalmente gli darà un’opportunità in più di crescere come persone e realizzarsi nel lavoro. Il sogno di Mirco era una bella realtà che vedeva a posteriori, non so se il mio sogno sarà bello come il suo o magari di più, di sicuro è appena iniziato ed è a lungo termine. Il sogno più bello per me sarebbe una laurea, anche breve. Ne riparliamo a giugno del 2016.

Cecilia

… i sogni passano se uno li fa passare, alcuni li hai sempre difesi altri hai dovuto vederli finire … (Verso di canzone che mi piace tanto).

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