Storia di Livorno

 

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Città di Livorno

INTRODUZIONE

 

La città di Livorno ha costruito la sua identità sull’acqua, forse per caso, ma ha saputo trarre da questo elemento la sua fortuna sia in termini economici che sociali.

Nasce come villaggio di pescatori, riportato già i documenti storici della Repubblica di Pisa, nel 1117, distante circa 20 km a sud della foce dell’Arno, fiume che attraversa le città di Pisa e Firenze.

 

La mappa del piano di Pisa, disegnata nel 1503 da Leonardo da Vinci.

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IL MARE

 

IL PORTO DI LIVORNO

Il piccolo scalo ai margini del porto Pisano fu ampliato ed acquistò i connotati di un vero e proprio porto grazie ai Genovesi, che, sconfitta la Repubblica Marinara di Pisa, realizzarono un canale navigabile che collegava l’attracco presso la Fortezza Vecchia alla Darsena, posta nell’attuale piazza Grande. Nel 1421, passati i territori di Livorno alla Repubblica di Firenze, il porto fu arricchito con diverse torri, tra cui quella del Marzocco. L’ampliamento più significativo si ebbe solo sotto il dominio dei Medici in concomitanza della realizzazione del pentagono urbanistico del Buonatalenti.

 

La torre del Marzocco. Coastal tower (15th century)

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Nel 1600, sempre sotto il dominio dei Medici, il porto arrivò ad essere dotato di tre bracci e vi potevano attraccare fino a 140 bastimenti. I traffici marittimi e gli scali merci furono incrementati e Livorno divenne porto franco.

 

 

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Livorno nel 1540

I canali interni, progettati attraverso il disegno urbanistico del Buontalenti, contribuirono in modo significativo al traffico delle merci ed ancora oggi rimane traccia nella toponomastica (es. gli Scali degli Olandesi).

La struttura portuale rimase pressoché invariata fino al XIX secolo, quando fu ampliata la parte nord e costruita la stazione Leopolda che collegava la città di Livorno con quella di Firenze; anche il sorgere delle prime industrie contribuì ad aumentare l’importanza del porto livornese dal punto di vista mercantile.

 

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Scali Olandesi

Con la caduta del Granducato di Toscana e l’annessione dei territori al Regno d’Italia, i traffici marittimi subirono una flessione sia per l’eliminazione del porto franco, sia per la costruzione della ferrovia Pisa-Roma, via Collesalvetti, che escludeva il tratto costiero.

Il porto riuscì a tenere l’economia della città convertendosi grazie alla costruzione dei primi cantieri navali.

Più tardi, il periodo di crisi del porto mercantile si risollevò con la costruzione della ferrovia tirrenica, che incluse Livorno nei collegamenti con Roma e con Genova. Il sorgere di industrie e raffinerie nella zona nord della città, favorì lo sviluppo del porto industriale, supportato dalla stazione di Livorno San Marco. Nel frattempo, con la costruzione di dighe si ottennero profondità maggiori nelle acque del porto che consentirono l’accesso di navi di una certa stazza.

 

 

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Stazione ferroviaria di San Marco

Con la seconda guerra mondiale il porto di Livorno fu lungamente bombardato e scomparvero molti edifici e torri storiche.

Solo dopo il 1946 iniziò la ricostruzione. Pian piano il porto di Livorno si impossessò nuovamente della sua dignità sia come mercantile che industriale. Più tardi, attraverso una opportuna pianificazione, quello di Livorno divenne anche porto turistico. Questo aspetto ha trovato incremento negli anni fino alla costruzione di un terminal crociere dove attraccano grosse navi da turismo sempre più numerose, soprattutto nei mesi estivi.

 

 

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Il porto

I CANALI D’ACQUA E IL PENTAGONO DEL BUONTALENTI

La data di nascita di Livorno si fa tradizionalmente risalire al 28 marzo 1577, quando Cosimo I Granduca di Toscana, per assicurarsi uno sbocco sul mare (in alternativa a Pisa il cui porto si stava insabbiando) incaricò il fiorentino Bernardo Buontalenti di costruire una "città ideale". La volontà dei Medici era quella di trasformare Livorno da piccolo villaggio di pescatori in punto nevralgico dei traffici del Granducato di Toscana, attraverso un'importante opera di espansione urbanistica. L’abitato della città ideale, definito con rigore geometrico, assunse una forma pentagonale racchiuso dentro mura difensive, con baluardi, fortificazioni e cinte da fossati. Il piano non indicava ancora la presenza di una fortezza vera e propria, ma, limitandosi al semplice tracciato di un circuito fortificato continuo, caratterizzato da cinque bastioni ai vertici del pentagono.

 

 

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Il pentagono del Buontalenti

 

L'aspetto fondamentale del progetto buontalentiano era costituito dall'elemento "acqua", che attraverso i suoi fossati circondava Livorno. Il perimetro della città fortificata era infatti delimitato dal Fosso Reale e di particolare rilievo era il Canale dei Navicelli realizzato fra il 1563 e il 1575 per collegare Livorno a Pisa. Il canale prendeva il nome dai "navicelli", imbarcazioni toscane che trasportavano le merci provenienti dalla pianura pisana.

 

 

 

 

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Il pentagono del Buontalenti e il porto

IL QUARTIERE DELLA VENEZIA

Il suggestivoquartiere di Venezia Nuova, nel centro storico di Livorno, ci fa vivere un po’ dell'atmosfera di Venezia per i suoi ponticelli, i suoi canali e le sue piazzette. La zona viene realizzata agli inizi del 1700 come ampliamento della Vecchia Fortezza e del nucleo cittadino delimitato dal fossato pentagonale ideato da Bernardo Buontalenti. L'esigenza di trasportare le merci al porto incentivò la costruzione dei numerosi canali, il più famoso e il più caratteristico è Canale dei Navicelli, e il bisogno di magazzini per lo stoccaggio ha fatto sorgere eleganti palazzi per la classe mercantile.

 

 

 

 

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Il quartiere Venezia

IL LUNGOMARE DI LIVORNO

La strada litoranea che va da Livorno al castel Sonnino era caratterizzata in principio solo dalla presenza di torri di avvistamento; Alla fine del 1700 la strada si arricchì di stabilimenti balneari (il primo risale al 1781). Questo portò alla costruzione di palazzi signorili, ville in stile liberty e giardini, infine alla chiesa di S. Jacopo. Successivamente sorsero l’Accademia Navale, il lussuoso Hotel Palazzo, i Casini di Ardenza, la Baracchina Rossa e la Terrazza Mascagni (1925).

Attualmente il lungomare conserva i vecchi edifici d’epoca, ma sono stati aggiunti moderni chalet adibiti a bar, ristoranti e gelaterie.

 

 

 

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La terrazza Mascagni

 

LE ACQUE DA BERE

ACQUEDOTTO LEOPOLDINO

Il notevole incremento della popolazione di Livorno nel XVIII secolo ed il crescente bisogno d’acqua del porto in espansione, rese necessaria la costruzione di un nuovo acquedotto in sostituzione delle antiche condotte seicentesche volute da Ferdinando I de’ Medici.

L’Acquedotto Leopoldino stupisce soprattutto per le dimensioni: 18 chilometri che solcano il territorio con arcate talvolta vertiginose. L’imponente opera, che si diparte dalle sorgenti del Torrente Camorra (le Polle Maggiori), a Colognole, fu iniziata dai Medici (1794) e completata dal Granduca Leopoldo II Lorena (1824) per rifornire d’acqua Livorno, che se ne servì dal 1816 al 1912. Sebbene il progetto originario sia opera dell’ingegnere G. Salvetti, è a P. Poccianti che si deve gran parte della costruzione. L’acquedotto si allunga, ora con gallerie ora con tratti emersi, su imponenti arcate, attraversando il territorio fino al Cisternino di Pian di Rota, dove le acque venivano filtrate nel Purgatorio, sistema di filtraggio e depurazione (1841-52).

 

Il Cisternone (La Gran Conserva)

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Le acque attraversavano bottini e casotti che il Poccianti inserì per fare dell’acquedotto una passeggiata panoramica interamente agibile, che permetteva ai livornesi di raggiungere le vicine colline. Il percorso si concludeva poi nel Cisternone, realizzato tra il 1829 ed il1842, che aveva la funzione di garantire l'approvvigionamento idrico della città e ai sobborghi. Un terzo serbatoio si trovava nel centro cittadino, ma non è entrato mai in funzione (Cisternino di città) ed oggi ospita la Casa della Cultura.

 

 

                  

 

Vasche interne del Cisternone

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LE ACQUE DELLA SALUTE

 Intorno alla metà del XIX secolo, nei pressi della stazione ferroviaria, furono individuate 5 sorgenti termali fredde (14°C), denominate Preziosa, Sovrana, Vittoria, Corsi e Corallo.

Riconosciute queste sorgenti come acque della salute, nel 1905 fu costruito un complesso termale in stile liberty, molto frequentato come è visibile nelle foto. Più tardi, l’acqua più leggera delle cinque sorgenti, la Fonte del Corallo, fu destinata all’imbottigliamento. Le terme chiusero intorno al 1940 per parziale esaurimento delle sorgenti; mentre l’imbottigliamento cessò nel 1965 per inquinamento della falda acquifera.

Rimase solo l’imbottigliamento della Coca Cola fino al 1967.

 

 

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Le Acque della Salute

 

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