Visita agli Spazi espositivi della Fondazione Livorno: Divisionismo e Renato Spagnoli

Visita agli Spazi espositivi della Fondazione Livorno: Divisionismo e Renato Spagnoli, del 3.02.17

Dopo la visita al Museo Fattori di Livorno del 16.11.16 le tre classi del corso serale, accompagnate dal prof. Marcello Aprea, si sono recate presso la Fondazione Livorno Spazi Espositivi in piazza Grande, n.23 a Livorno per visitare la collezione privata della Fondazione sul Divisionismo livornese e la mostra antologica del pittore e scultore livornese Renato Spagnoli. Le opere divisioniste hanno fatto da ponte tra l’età dei Macchiaioli e l’arte contemporanea rappresentata da Spagnoli, autore tuttora attivo. Quella sul Divisionismo è una collezione composta da circa trecento opere, che ha i suoi autori più importanti in Vittore Grubicy de Dragon, Ludovico Tommasi, Benvenuto Benvenuti e Alfredo Müller. Il Divisionismo è caratterizzato dalla separazione dei colori in singoli punti o linee che interagiscono fra di loro in senso ottico; per tali motivi può essere definito come una variante specifica del Puntinismo. Si è affermato nella parte finale del movimento dei Macchiaioli che sosteneva che l'immagine del vero è un contrasto di macchie di colore e di chiaroscuro. L'arte dei macchiaioli consisteva "nel rendere le impressioni che ricevevano dal vero col mezzo di macchie di colori di chiari e di scuri". La guida, che ci ha condotto nel percorso della mostra, dopo le opere Divisioniste che esprimevano parzialmente il decadentismo dell’impressionismo, ci ha introdotto nella mostra antologica di Renato Spagnoli che ci ha onorato della sua presenza, trasformando la già entusiasmante visita in un incontro emozionante con l’autore. Renato Spagnoli è persona ironica e pronta di spirito, ha illustrato agli studenti, molto coinvolti dalle sue osservazioni e commenti, le motivazioni più intime e profonde che muovono l’artista nella creazione, soffermandosi sull’aspetto magico dell’atto del creare e sul fine ultimo dell’artista che è quello di interpretare ed arrivare a toccare la sensibilità dello spettatore: non una descrizione del mondo reale che ci circonda, ma un racconto “ad occhi chiusi” di ciò che vive nella mente dell’artista in quel momento. Molta attenzione e molto interesse hanno suscitato le affermazioni del Maestro che ha usato sempre un approccio informale, spontaneo e semplice nel corso delle sue risposte alle domande degli studenti. Si sono apprezzati i suoi diversi periodi di produzione a partire dagli anni ’50 con gli studi figurativi, poi negli anni ’60 con la svolta, i segni, il gruppo Atoma, le Lastre, le serigrafie, e poi negli anni successivi con le installazioni, gli acrilici su tela, gli acrilici su legno e per finire gli acrilici su scatolato, vere e proprie sculture colorate, che a volte raggiungono altezze di due metri. Loro emblema è Grido Rosso, la scultura riprodotta in ferro ed installata nel prato antistante l’ingresso della Fondazione in p.zza Grande, quasi a richiamare la presenza della Fondazione stessa. Lo scopo di sensibilizzare gli studenti al modo pittorico e scultoreo e tracciare la continuità con il mondo tecnico, che si radica, come il primo, sulla osservazione soggettiva della realtà ed sulla rielaborazione interpretativa di essa “anche ad occhi chiusi” per creare nuovi oggetti si può dire che è stato pienamente raggiunto, ancor più se si nota che gli attori in gioco sono tutti del territorio livornese. Riporto una foto degli studenti del corso serale in visita alla Mostra di Renato Spagnoli presso la Fondazione Livorno.

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Livorno, 5.02.17